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Giovedì 15 Maggio 2008

Ma quello che si cerca

"Comunque" disse il lettore "anche dagli errori si impara. Contengono una verità fraintesa ed è questa che in fondo interessa".
"Qual è l’errore più grave secondo lei?" chiese l’editore.
"Forse quello di porsi un fine sbagliato".
L’editore scosse la testa:
"I risultati dipendono solo dai mezzi che uno ha."
"Ma anche il fine è un mezzo per riuscire, non crede?".
Guardando verso la porta aggiunse:
"Il problema non è quello che si trova, ma quello che si cerca".

(Giuseppe Pontiggia, Lettore di casa editrice)

Mercoledì 14 Maggio 2008

Travagli distopici.

"Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio.
Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.

Il cronista racconta come sono andati i fatti, e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta
egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore."
(Antonio Di Pietro)

 

Caro amico ti scrivo, così mi distraggo un po’. 
Da quando sei partito, c’è una grossa novità: il governo vecchio è finito ormai, e ora tutto alla grande va. 
Per esempio, forse, lassù in Siberia, non troverai libri da comprarti per passare il tempo in treno: nessun problema, se trovassi un quotidiano italiano alla stazione. Non credere che non ti basterebbe per i diciotto giorni di viaggio: anzi, è probabile che ti avanzi.
Ricordi quel malloppino di Repubblica, che a volerlo finire tutto potevano bastare appena sei-otto ore? Pensa, oggi non saranno sufficienti due settimane. Seicento grandi fogli scritti piccolo, e la vittoria della democrazia: ora tutti, proprio tutti, hanno il loro diritto di replica.

Hai presente l’austriaco che violentò la figlia e la chiuse per vent’anni in uno scantinato? Bene, ne hanno pubblicato un’intervista di tredici pagine, in cui spiega come il suo gesto fosse stato dettato in realtà da un amorevole istinto di protezione. Naturalmente, anche la figlia ha le sue tredici pagine (per par condicio: pensa, contano ora anche il numero di caratteri!) in cui racconta la sua sofferenza. S’intende che anche il giornalista ha esposto il suo parere in merito, e altri spazi sono stati riservati al pm, all’avvocato difensore, alla fruttivendola - secondo cui l’uomo sembrava tanto una persona perbene - così come alla casalinga del palazzo di fronte, che aveva sempre sospettato che le urla non provenissero da film sadomaso.
In tutto, il servizio comprende cinquantaquattro pagine.

Immaginerai che è un’inezia, rispetto alla sezione Politica. Lì generalmente ogni tema viene trattato a puntate, dedicandogli un centinaio di pagine per numero: ogni parlamentare ha il diritto di esprimersi a riguardo.
Certo, l’attività legislativa ne risulta un po’ rallentata - la gazzetta ufficiale è l’unica ad assottigliarsi: esce con circa venti pagine ogni sei mesi - ma nessuno ha notato la differenza.
E poi, che importa questo, rispetto alla costituzionale libertà di parola? 

Al momento, il servizio più corposo dura da otto mesi, e riguarda le pendenze penali di alcuni politici. Dato che tendono a calunniarsi l’un l’altro, si garantisce a ciascuno la possibilità di negare i capi d’accusa e le condanne subite: in fondo, la parola di uno vale quanto quella dell’altro; chi può avere la verità in tasca?

Ovviamente, la televisione funziona allo stesso modo. Sono stati eliminate le inchieste giornalistiche faziose, i conduttori-opinionisti, le subdole riprese eseguite all’insaputa dell’interlocutore. Secondo la nuova legge sulla privacy, qualunque servizio va mandato in onda previo consenso di tutti coloro che sono stati filmati: ognuno ha il diritto di prendere visione del servizio completato e, se lo ritiene fazioso, porre il veto sulla messa in onda.
Non pensare che questo abbia cancellato chissà quanti programmi. Striscia la notizia, ad esempio, continua a prosperare - ed è anche più divertente, ora che ci sono solo le gaffes dei vip e non i serviziucoli più noiosi e disfattisti. 

E, comunque, dopo la Riforma dell’Informazione i programmi di approfondimento politico sono falliti da soli, per il loro audience infimo: perciò sono stati ridotti a uno soltanto, condotto da Vespa alle due e mezza di notte. Non ho mai resistito sveglia così a lungo, ma mi hanno detto che, per garantire la par condicio, non ci sono più ospiti in studio né giornalisti che pongono domande: in due ore vengono mandate in onda circa cinquecento interviste preregistrate di esattamente 20 secondi ciascuna. 

Vedi caro amico cosa ti scrivo e ti dico, e come sono contenta di essere in Italia in questo momento?
Forse ti chiederai il perché di tanta maniacale attenzione all’equilibrio nei media. Ma, capisci, è stato necessario prendere provvedimenti dopo le elezioni del 2012 - ti ricordi? Votò il 12% degli italiani - per combattere l’astensionismo.
La gente era sempre più confusa e sfiduciata verso i mezzi di informazione, sapeva che chiunque poteva mentire.
Ora, finalmente, sapendo che l’oggettività non esiste, ciascuno è libero di ascoltare tutti e farsi un’opinione sua.

Nonostante ciò, sembra che alle prossime elezioni i votanti scenderanno ancora al 4% - d’altra parte, personaggi come Grillo continuano a remare contro, e a confondere la gente violando sistematicamente le quote informative a loro riservate. Proprio lui, che teneva tanto alla correttezza dell’informazione.
Ma ora basta parlare di politica, altrimenti finirai per decidere di non prendere quel treno.

Vedi caro amico cosa si deve inventare, per poterci ridere sopra, per continuare a sperare.

Domenica 11 Maggio 2008

Babele

[Squarci di follia fra le Georgiche] 

G - fossi in te manderei una mail alla facchini. sicuramente ti spiegherà meglio di me
I - ma va là, sulla propedeutica c’è tutto. mi basterebbe leggerla.
G - ……GENIALE! LEGGILA.
I - vero?! è che la lessi in illo tempore
G - leggila hic et nunc
I - ma obliviscor in fretta.
G - intellego; proter hanc obliuionem perlege et perlege parecchiabus voltabus. hai gapit?
I - mh.

G - esame il…?
I - 4 giugno
G - you have time.
I - i don’t think so. i waste most of my time
G - you’re a big walking depression.
     and you don’t waste your time. you simply enjoy to … be a friend (oh my god)
I - i’m a big not-walking depression.
G - you ARE a GIGANTIC walking depression. at least, a depression on wheels, ok?
     DEPRESSION COMES ON WHEELS…
     …hilaries?
I - zì?
G - (come mi torna comodo ’sto nome della 5)
I - (comunque c’era hilaria della prima)
G - (si ma preferisco il doppione della 5° perchè tu sei rara)
   at stetit hilaries, acri conterrita uoltu
   contractasque manus caelo flagitauit inani
   sic effata: "Pater, quid damni respicior nunc?"
   (merda, sono in buona!!!!) quasi quasi godo sessualmente!!!!!
   sembra la bibbia! fiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiico
   VENGOOOOOOOOOO
   SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
I - …
   questa cosa mi dà il voltastomaco.
G - pecchè?
I - sai, l’immagine di te che vieni scrivendo esametri
G - sono un giulionino! innocente e allegro

Giovedì 8 Maggio 2008

(Momento proustiano)

L’estate in arrivo ha un odore preciso - scende in piazza col cielo ancora blu chiaro alle nove - che contiene nell’ordine

un ritorno da sola di notte, con in testa una musica e il primo presagio-terrore di caducità
un ritorno insieme di notte, l’imprevisto stupore di trovarsi nel dialogo e l’idea di scommetterci
un attimo di quotidiana perfezione, una sera del tutto qualsiasi - rimasta famosa solo perché scritta, e scritta, quasi monito, appena prima di finire in pezzi.

Bisognerà aggiungerci qualcosa.

Giovedì 1 Maggio 2008

Quadretto

[Puntate precedenti:  e ]

- Dunque, eravamo rimasti al “ma non dovevamo darci del tu?”, vero?
- Già. E stavamo andando a un pub.
- Quello è irrilevante, ho idea che non ci arriveremo.
- Credo anch’io. Ma il viaggio è più interessante, non trova?
- Quindi ha deciso per il lei.
- Non possiamo rompere certe convenzioni narrative. Poi il pubblico non ci riconosce.
- Invece così sa che siamo sempre quei due coglioni.
- Esatto.
- Però a volte capitano cose strane.
- Sarebbe?
- Inaspettate. Fuori dalle convenzioni narrative. Vabbè, lei che ne sa, vegeta sempre allo stesso sportello Accettazione Curricula Sentimentali.
- Guardi che se ne vedono delle belle anche lì. Tipo lei.
- Io non sono “delle belle”…
- Non fa ridere.
- Uff. Bisogna concedere alle donne un po’ di vittimismo. Comunque, parlo proprio del genere di cose che di certo ai suoi utenti non capiteranno mai
- Perché?
- Perché loro sono accartocciati in sogni di carta come dentro al piumino di un letto freddo.
- Questa se l’è preparata?
- Vantaggi di esistere nella scrittura, tesoro.
- Comunque, non ho capito.
- Svantaggi di essere stato creato stupido, tesoro.
- Sei una stronza.
- Ehi, mi hai dato del tu.
- E’ una forma di ribellione alle convenzioni narrative. Così la smetti di dire che stiamo accartocciati nonsobenedove.
- Non era mica un’offesa. Era una tristezza.
- Eh?
- …Pensi mai… che si potrebbe non riconoscersi
- Cioè?
- Cioè io vengo da te no, ti descrivo la persona che cerco e ce l’ho bene in mente. Ti lascio anche il mio curriculum e tu o qualche tuo collega frustrato mi appendete in graduatoria. 
- Mh.
- Ma magari la persona che cerco non esiste. E ne esiste invece un’altra, che incontrerò senza badarci.
- Eh grazie, te l’ho detto dal primo giorno.
- Noi Bovary abbiamo i nostri tempi per capire.
- Spero che il tuo sia più breve e finisca meglio
- Anch’io. Ma capitano mai errori?
- Nella vita? Un casino.
- No, dicevo che so, uno scambio di schede e mandano la persona sbagliata a quella sbagliata.
- Vorresti la persona sbagliata?
- Oddio, perché? No!
- Secondo me sì. L’hai detto con uno sguardo speranzoso.
- Ti pare. La manderei via e sarebbe inutile.
- No. La terresti per vedere che succede. E saresti affascinata dallo scoprire che tutta questa storia di aspettative e romanzi è un’enorme minchiata.
- Scherzi? Vivrei nel rimpianto. Mi aggrapperei con tutte le forze al piumino di carta, e piangerei ogni sera leggendoci sopra una storia troppo diversa da quella reale.
- Mah…
- Avrei fallito la mia vita-quadretto. Certe cose non si correggono. Le prime volte non ritornano: la prima volta è una, e te la giochi lì. Il ricordo da narrare ai nipotini sarà uno soltanto.
- Poveri nipotini. Sai che palle, la Nonna dalla Vita Quadretto.
- Senti, se passi tutto il giorno a confrontare quello che hai con un tuo vecchio sogno,
- …E’ ovvio che ti prendi il palo nei denti. Il Vecchio Sogno si chiama Vecchio Sogno appunto perché non esiste.
- No! O sì… ma comunque rappresenta un bisogno.
- Sogno, bisogno. Buffo.
- E se la realtà non lo soddisfa, sogno o no, ci starò male.
- Avrai il rimpianto della vita-quadretto.
- Già.
- Così invece avrai il rimpianto della vita vera.
- …
- Oh, sono scelte.
- ……Non è così facile.
- No, non lo è. Nessuna scelta lo è, quando ti metti a pensarci.
- Meglio non pensarci?
- Mah, tu pensaci finché ti pare. Il fatto è che tanto poi la scelta accadrà da sola.
- Per qualche motivo futile.
- Esatto.
- Un po’ come darsi del tu. 
- Un po’ come darsi del tu.

Mercoledì 30 Aprile 2008

Sottofondi

[Guardando mafie su youtube] 

Non possono metterci come immagine quel mare al crepuscolo e i promontori-ombre e le lucine tremolanti naviganti attorno a un molo - perché poi ci vuole un attimo a immaginarci là seduto qualche vecchio e una storia raccontata in un dialetto che ricordo - anche se forse ormai non so più dirlo.
Non possono coprire la mia storia con un’inchiesta in buona dizione - ditela per carità, e gridatela! ma inserite nel filmato che so io, una morta cattedrale nel deserto, un casermone rotto, un bidone rovesciato di benzina - lasciate stare il mare e i moli e la mia immaginazione.

Eppure questo è il modo vero: nessun paesaggio - dei miei - è mai rimasto solo a lungo. C’era sempre un grido - a manciari! - prima o poi, una bestemmia per il gioco a carte, una sciarra contro il nonno pedi pedi; una rete prima delle rose, una palma troppo grande in mezzo alla visuale, gelsi in terra ad impestare i passi, un flautista morto per errore.

- Non voglio cascate, Edel, ma la pace di un lago, non voglio querce ma betulle, e quelle montagne in fondo devono diventare colline, e il giorno un tramonto, il vento una brezza, le città paesi, i castelli giardini. E se proprio ci devono essere dei falchi, che almeno volino, e lontano.
- Si; ho capito. C’è solo una cosa: e gli uomini?
Il barone tace. Osserva tutti i personaggi dell’enorme tappezzeria, uno ad uno, come a sentire il loro parere. Passa da una parete all’altra, ma nessuno parla. C’era da aspettarselo.
- Edel, c’è un modo di fare degli uomini che non facciano del male?
Se la deve essere chiesta anche Dio, questa, al momento buono.
- Non so. Ma ci proverò.

Martedì 29 Aprile 2008

Ora ci vorrebbe una cartina

- nel senso di mappa - da scorrere col dito fermandolo a caso, qualche nottata su internet cercando ostelli, una moleskine nuova da riempire, e il rumore del treno già in testa.

Ah, ovviamente anche qualcuno sul sedile accanto.

[Non poter rispondere a un "che farai d’estate" richiama improvvise consapevolezze.
In effetti, non c’è nessuno.
]

Domenica 27 Aprile 2008

Perle elettorali - 3

[…e temo ci saranno seguiti per il resto dei miei giorni]

"Ma come fai ad essere con lo SO?!? E’ un paradosso come Grillo in politica!"

Mercoledì 23 Aprile 2008

Perle elettorali - 2

- Scusa, sai che oggi ci sono le elezioni universitarie?
- Mmm… no… spiegami un po’ come funziona…
- Allora ci siamo noi di sinistra, poi lo student office dei ciellini, che sono più di destra…
- Ah-ahn [io di destra? Ti spezzo le gambine tesoro…] Ma cosa significa di destra o sinistra all’università esattamente?
- …Beh, loro hanno un sacco di potere, sono COSI’ [gesto di due dita affiancate aumm aumm] col rettore, gestiscono la mensa universitaria, usano il potere per i loro interessi economici…
- Ah-ahn…
- …poi per carità fanno un sacco di cose utili anche loro eh, sono molto attivi [ah GRAZIE! Che dolce che sei…] comunque l’importante è votare, votano in pochissimi, questo toglie valore alla rappresentanza [eh c’hai ragione], quindi io ti dico, vota quello che vuoi, ma vai a votare, se vuoi ti accompagno… ti lascio il santino…
- Grazie… è che non sono molto informata, casomai vado io dopo, adesso ci penso…

[Un’ora più tardi, davanti ai seggi chiusi]

- Ciao! Allora sei qui, hai votato!
- Certo! Ho votato per me, sono candidata con SO [sorriso a 32 denti]
- ……………………………………………………………….

[Grosse, grasse risate]

Mercoledì 23 Aprile 2008

Perle elettorali - 1

 [Ho degli amici geniali] 

“…Cercano di capire chi è stato votato, e se un candidato importante non ha abbastanza voti si accordano per dargli le loro preferenze…”
“Ma allora non è un’elezione, è un conclave cardinalizio

“Mi ha rotto le scatole per giorni, mi ha chiesto quando avrei votato e non gliel’ho detto, ma poi l’ho incontrata per caso, così mi ha accompagnato al seggio… una volta dentro però… ho scordato il suo nome! ……..GIUSTIZIA DIVINA!” 

"…la vostra campagna elettorale? Un flusso ininterrotto di sorrisi isterici"

“e insomma, sarai una boss di CL, intima del loro Giussanino di quartiere, battagliera e fiera d’una paradossale indipendenza in un mondo di gruppi tentacolari. 
E per avere tutto questo non dovrai darla via a nessuno, perchè sono ciellini.
……(non è che ti dispiace?)”