Monthly Archives: marzo 2012

Ma se considerassi l’ipotesi

di essere felice anche da sola,
così,
solo perché apro la porta e lascio vorticarmi in casa la neve dei pioppi?

Cattiverie

Mi hai invitato ai tuoi ultimi compleanni? No.
Sei venuta al mio? No.
Sei venuta alla mia laurea? No.
Mi hai cercato negli ultimi anni? No.

Pagherò 15 euro per il tuo regalo di laurea?

No.

(Tutto ciò, senza rancore. Sono quei rapporti che si allentano così, naturalmente, senza traumi; magari un giorno capiterà di rivedersi, magari no, non importa. E anche io, dovendo fare un regalo costoso, avrei raccattato i conoscenti più remoti pur di raccoglier soldi, non è che mi scandalizzo. Solo, ecco, non scandalizzatevi nemmeno voi, se mi prendo la libertà di dire no. O almeno di chiedere uno sconto…)

[Tutta colpa di quei fogli sull'assertività]

Forse il punto

è smetterla di affannarsi per evitare la sofferenza,
inseguire strategie per aggirarla, ridurla, nasconderla,
sperare in una cura, un’ipnosi, o almeno un accomodamento.

Forse basta prendere un respiro, tuffarsi,
e restare sotto l’acqua tutto il tempo necessario,
centellinando il soffio, lentamente,
finché il vuoto schiaccia il petto e dopo ancora,
arrivando fino in fondo a soffocare.

Tanto dicono che non si muore,
anche i più indecisi, alla fine,
sono costretti ad alzare la testa.