Monthly Archives: dicembre 2010

Ora

A volte, scherzando con me stessa, penso che il 21 dicembre di un anno fa sono davvero scivolata giù da una discesa ghiacciata, rompendomi l’osso del collo.
E tutto quello che è venuto dopo – un appassionante crescendo di tentativi riusciti – non è che un magnifico aldilà. Niente nuvolette e luci bianche, ma un sogno molto realistico, dove si lotta come nella vita normale, però alla fine si riesce sempre. E forse una felicità così sarebbe ancora più soddisfacente, perché non si saprebbe di averla per dono divino, ma si penserebbe di averla costruita da sé.

So che non andrà così per sempre. Ci penso quando passeggio sul vialetto di quella casa magnifica che non è mia, e da cui, prima o poi, sarò costretta ad andarmene. Non ne troverò mai più una altrettanto bella. Anche se un giorno riuscissi ad avere di nuovo un giardino, e altri vicini da cui prendere il tè, non sarà mai il monolocale della prima volta, di molte prime volte.

Arriverà anche il momento in cui non potrò più dormire con qualcuno nella totale, rilassante leggerezza di non avere altri ricordi in mezzo. Ora posso dormire senza nemmeno un briciolo di rimpianto, senza nessuna nostalgia perché non c’è stato nessuno, prima, meritevole di nostalgia. Questo tempo invece, comunque andranno le cose, mi mancherà.

Finirà, probabilmente, anche la smania di provare e la libertà di poterlo fare. Arriveranno dei limiti, li metterà la noia zitta zitta, senza farsi accorgere, o forse lo faremo noi, per proteggerci, o forse ancora qualcuno mi costringerà, prima o poi, a fare una scelta. Adesso invece tutto è così possibile, e contemporaneamente.

Tra poco parteciperò alla breve pantomima familiare della cena natalizia, asciutta e silenziosa. Starò naturalmente molto attenta a nascondere la mia felicità, e i miei genitori staranno attenti a nascondere di conoscerla già.
Può darsi che un giorno, finalmente, non mi vergognerò più, e avrò voglia di fargliela sapere. Ma so che per allora, forse, sarà passato anche il tempo in cui potevo farlo.

Ma ora non ci penso, sforzandomi soltanto di prolungare questo ora un altro po’.

Cosa facciamo noi a letto


(Surrealismo)


(Momento splatter)


(All’attaccoooooo!)