Domenico Lombardini, da I motivi dietro

[...]
come se ad ogni carezza, data e ricevuta,
si sentisse: guai a te, non credere sia banalità.
 
correndo tra le dita rivoli di sabbia. inutile
stringere, la stretta teme la caduta,
la provoca. presto, un po’ di acqua,
ché s’ingrassa la sabbia, si deve,
poi le dita si acqueteranno.
la presa indulge ancora, si allenta infine.
e alla pace, nel precordio umido
di ciò che valse, quando mani e piedi
nel liquido viscoso informavano, corrispose
l’occhio stupefatto, poi il presentimento
di disfatto – la mano vuota.

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