Dimenticavo

Dimenticavo un giovedì
(nessuna nostalgia!) 

Son giorni che cerco di ricordarlo.
(Appaiono un letto infossato
nella conca sudata pungente di briciole 
e pruriti ingrattabili
- il cuscino, più su…)

Mi sembrava buffo che anche quello accadesse di giovedì.
(Già annusavo cornetti al formaggio,
la penombra più fresca, il crollo
festoso della serranda a lasciare soltanto
una fetta di luce…)

Così per completezza dovrei raccontarlo. 
(Aveva enormi capelli casuali
neri arruffati sulle spalle sottili
Portava lei la videocassetta,
per le due ore più brevi…)

Ma se dimenticavo quei giovedì
(Una volta portò Misery, ma come si fa?
Proprio a me, proprio allora
un letto spezzato che grida?
E’ l’unico che ricordo.)

forse c’era un motivo

di quelli che c’entrano col terrore
sepolto, il dolore scavato
e altre cose infantili
dimenticate
per l’ostinazione di vivere.

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  1. Michele Mari

    Non sapevo come contattarti: ho mandato un PVT al tuo account su Splinder. Cancella pure questo commento. Ciao!

  2. Michele Mari

    Ora un commento serio: seguo sempre il tuo blog. Le cose che scrivi dall’era post-Bertoni in qua risentono della sua influenza. Quell’uomo cambia chiunque lo ascolti, anche me.
    Complimenti, quindi, per come riesci a spingermi sempre a passare a sbirciare nelle toppe.