(Comunque Pascoli era un po’ frustrato, via)

E s’aprono i fiori notturni,
nell’ora che penso a’ miei cari.
Sono apparse in mezzo ai viburni
le farfalle crepuscolari.
Da un pezzo si tacquero i gridi:
là sola una casa bisbiglia.
Sotto l’ali dormono i nidi,
come gli occhi sotto le ciglia.
Dai calici aperti si esala
l’odore di fragole rosse.
Splende un lume là nella sala.
Nasce l’erba sopra le fosse.
Un’ape tardiva sussurra
trovando già prese le celle.
La Chioccetta per l’aia azzurra
va col suo pigolio di stelle.
Per tutta la notte s’esala
l’odore che passa col vento.
Passa il lume su per la scala;
brilla al primo piano: s’è spento…

[Ultima quartina censurata per scaramanzia.]

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  1. Terrac

    XD …alla faccia se era frustrato, lui e i suoi… “gelsomini”!
    PS. Bellissima la manovra di stamattina, tra i “cunicoli” di S.Giovanni in Monte!

  2. giulio

    ooooh, piano con le “frustrazioni”… saper scrivere così è la dimostrazione che nella vita puoi fare quello che vuoi.