Me ne sono accorta

all’improvviso, mentre poggiavo la mano sul bracciolo come al solito, per saltare sulla sedia. E’ stato in quel momento, mentre per scendere dal letto saltavo come un gatto su una sedia, come ho sempre fatto, come farò sempre. Stavo per andare in sala, dove papà, in pigiama, avrebbe soffiato sulle candeline del suo compleanno, e la mamma avrebbe scattato una foto mossa della patetica pantomima familiare. In due minuti tutto sarebbe finito, avrei lasciato nel piatto la mia fetta di torta troppo liquorosa e sarei tornata a chiudermi in camera.
Ma intanto, dicevo, vedendo la mia mano stringere il bracciolo, me ne sono accorta:

la mia vita è diversa. Lo è sempre stata e lo sarà sempre. Sempre. Ripeto l’anafora finché la parola perde il suo significato, disfandosi nei suoni: sempresempresempre. S e m p r e.

Quei due di là, che mi aspettavano per la pantomima, lo sapevano. Hanno scelto di far sì che un giorno, per festeggiare il compleanno di papà, io saltassi giù dal letto appoggiando una mano sul bracciolo di una sedia. Non accade a molti altri: loro due, trent’anni fa, hanno iniziato una vita profondamente diversa.

Anche il pensiero salta, e in un attimo dal sempre arriva al mai. Ci sono cose che non ho mai fatto. Che non farò mai. Che non saprò mai che effetto fanno.
E non mi riferisco alle molte banalità di scarso interesse cui probabilmente state pensando, come il modo di scendere dal letto.

Il vero rimpianto – l’unico forse – è che non potrò mai sperimentare davvero la tiepida, leggera sicurezza di chi si gioca tranquillo la vita e l’amore – magari d’azzardo, perdendo o scappando, ma almeno sapendo che potrà giocare con tutte, proprio tutte le carte che trova.

(E non restare per sempre incartato, aspettando quel Jack che ti manca per chiudere)

[E se fossero già usciti tutti?]

{ Leave a Reply ? }

  1. Gab

    un tema interessantissimo e infinito da sviluppare, dovremmo farlo.
    Intanto accenno solo questo: tu forse hai più “sempre” e più “mai” rispetto alla media, ma a livello di carte credo che la questione sia più complessa…

  2. DDreiser

    E se stessero per uscire invece ? Il bello del condizionale è che lascia sempre aperta una alternativa, alcune volte più di una… ma lasciandoci alle spalle la grammatica, cerchiamo di fare il punto della situazione. Quale sarebbe la chiave di lettura ? Lo scopo di un gioco non è quello di far si che si vinca, ma far si che sia gradevole giocarci. Cosa è che rende gradevole un gioco ? La sua semplicità, la sua facilità, la sua mancanza di ostacoli ed imprevisti ?… No. L’unica cosa che lo possa rendere tale, godibile, è strettamente correlato alla visione che noi stessi abbiamo o ricaviamo dal modo in cui si gioca. Detto in altri termini, il gioco altro non è e mai sarà che un mezzo. La nostra attenzione deve focalizzarsi essenzialmente su noi stessi, sul come ci destreggiamo nell’affrontarlo. Mai incappare nell’errore di paragonare il proprio stile con quello di altri in funzione di quale tra i tanti dover scegliere o preferire perchè migliore o vincente. In primo luogo perchè il solo pensarlo svaluta quel che fino a quel punto si è fatto, in secondo luogo perchè, ammesso e non concesso si trovi, che senso avrebbe adottarlo ? Meglio continuare ad adottare la nostra personale strategia, anche nel momento in cui questa sembri la peggiore, non si può mai dire, magari cambiandola ci si accorgerebbe di non poter più tornare indietro, e di aver perso in quel preciso istante quell’occasione che si stava aspettando da tempo per una beffa del destino… sempre meglio continuare a confidare tanto nella sorte quanto nelle nostre capacità, anche quando apparentemente non ci abbiano portato da nessuna parte. Di gran lunga meglio una dura sconfitta, se lealmente ci siamo cimentati senza seguire espedienti adottati da altri, che vincere senza poterne gioire a pieno col sospetto che non lo si debba a noi un tale risultato.

    Sia che la vinci, che la perdi, se continui dritto lungo il tuo cammino, paradossalmente ne esci con la vittoria in tasca comunque. Quindi, perchè distrarsi proprio adesso con pensieri che di buono nulla hanno da portarci ? La vita stessa è un gioco, quel che conta è come ci si muove, non quale casella si raggiunge. ;)

    DDreiser, il Sole Nascosto [§]