Most peculiar men

[Per non parlare sempre di politica]

He was a most peculiar man.
He lived all alone within a house,

Within a room, within himself,
A most peculiar man.

He had no friends, he seldom spoke
And no one in turn ever spoke to him,
cause he wasn’t friendly and he didn’t care
And he wasn’t like them.

Oh, no! he was a most peculiar man.


(Simon & Garfunkel)

Ho conosciuto parecchi peculiar men, specialmente nell’ultimo paio d’anni. Non tutti corrispondono a questa decrizione, ciascuno è peculiar a modo suo; però il tratto comune, forse, è che sono profondamente within themselves, dentro se stessi – ma dentro come prigionieri.

Spersi e incapaci di farsi capire, come un curdo analfabeta spiaggiato a Lampedusa. O magari hanno imparato tre parole e le ripetono ossessivamente, aspettandosi che l’altro ci legga dietro una lingua intera. O qualcuno per scherzo gli ha insegnato che “ciao” si dice “vaffanculo”, e questi continuano a mandare a fanculo chiunque. Oppure dentro la loro cella hanno già scritto dieci volumi di poesie, ma non trovano una feritoia da cui lanciarle fuori. O forse sanno dov’è, ma ci han guardato dentro una volta, ci han visto qualche mostro e ora hanno paura.

Magari è vero che un po’ me li vado a cercare. O sarà che impiego più tempo degli altri a capire che è meglio lasciarli perdere.
Ché poi, non ne sono sempre tanto convinta, di lasciarli perdere.

[Meglio non mettere il finale della canzone, và]

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  1. giulio

    eh. se solo i diretti interessati capissero. ma probailmente reagiranno con la consueta percettività di un pesce luna (“eh? uhn? cooosa?unga bunga”) e non capiranno di essere stati condannati (se non da te, da me)

  2. toppe

    Qualcun altro reagisce sempre con la consueta percettività da squalo tigre (“siete colpevoli e sarete mangiate, luride prede!”) e non capisce che non c’è proprio nessuno da condannare.
    Grazie per uccidere regolarmente ogni barlume di empatia, e complimenti per la capacità di condannare gente che non conosci, sei un giudice abilissimo nei processi in contumacia.

  3. Tartufone

    Ehi, ehi… andateci piano, voi due…

  4. toppe

    Eh, sai, devo vendicarmi dopo che mi ha spezzato le ossa…

  5. giulio

    se vuoi che non li condanni, allora non soffrire mentre mi racconti di loro. ho fin troppa empatia nei tuoi confronti, se permetti.

    e comunque, anche se li condanno, non capiranno comunque. la questione si gioca sempre tra me e te, come vedi.

  6. toppe

    …Lo so che lo fai perché sei coinvolto nelle mie vicende, ma “empatia” significa sentire come sente l’altro, non sovrapporre i propri sentimenti a quelli altrui, reinterpretandoli a piacimento. Così, invece di far sentire l’altro capito, lo fai sentire non capito per niente. Dici che loro non capiscono, ma tu forse capisci come si può soffrire senza arrabbiarsi e senza colpevoli?

  7. nicolasplus

    ila ricordati che spesso le persone troppo incentrate su se stesse,non riescono nemmeno a recepire,anzi forse non hanno mai imparato a comunicare perchè non sono mai riusciti a recepire,forse non ci hanno nemmeno provato.infatti la gente egocentrica è spesso anche egoista. è inutile cercare di recuperare gente che non ti ascolta,puoi solo consigliarli di andare da uno specialista.

  8. giulio iovine

    non ti seguo. non sovrappongo i miei sentimenti ai tuoi, liberissima – e fortunata – di poter soffrire senza aggredire. per me la questione è diversa, ma vale per me.

  9. Davjdek

    Cara amica,
    l’espressione “spiaggiato come un curdo analfabeta” mi sembra non degna di una persona sensibile come te. Un uomo non è un cetaceo: l’uso del termine “spiaggiato” suona non rispettoso, del curdo prima ancora che del peculiar man. Inoltre, i curdi sono portatori di una cultura millenaria, ben più nobile della nostra, e meritano perciò da noi rispetto e ammirazione. Peraltro, nessun curdo è mai sbarcato a Lampedusa: di solito approdano in Puglia o in Calabria, talvolta sulle coste orientali della Sicilia. Infine, ti chiedo scusa, con sincerità. Ho avuto una pretesa di amicizia nei tuoi confronti che era eccessiva: me ne rendo conto solo adesso.
    Un abbraccio

  10. Marco

    Caro Davjdek,
    credo che tu abbia inutilmente frainteso una maledettissima METAFORA. Il termine “spiaggiato” indicava l’arrivo non desiderato in un luogo; il curdo analfabeta, invece, sarebbe potuto essere un leone muschiato dell’Irlanda dell’Ovest e nulla sarebbe cambiato.
    Un saluto

  11. giulio iovine

    ehilà, davjdek, calma. nulla è più lontano dalla mente dell’ila che offendere la stirpe curda. era solo un esempio.

  12. giulio iovine

    almeno, CREDO. eh, non si sa mai, MICA HO LA PRESUNZIONE DI SAPERE COSA PENSA L’ILA, EH, PER CARITA’.

    (così, tanto per premunirsi)

  13. Davjdek

    Sì certo, avete ragione. La mia è una deformazione professionale, visto che mi occupo di tutela dei diritti umani. In ogni caso, anche la scelta dei nostri esempi metaforici è importante, perché rivela qual è la nostra immagine interiore dei soggetti che abbiamo usato come esempio. Nessun problema, comunque: il popolo curdo non si offenderà.