Novità

Affacciarsi sulla porta in mutande, solo per vedere la pioggia di notte -- ok, facciamolo! -- ma come ho fatto a trovarti?

- una telefonata da un altro tempo, non ho riconosciuto la voce, parlava di depressioni eppure, eppure finalmente parlava, non aveva mai parlato così a lungo -- ma certo che ti voglio bene, ma se ti ho solo rotto i coglioni, ero uno stronzo, ti volevo bene lo stesso, e adesso chissà cosa sei, ora che parli di quello lì al passato, come a dire che non c’è più, ch’è cambiato, ma chissà se cambierai mai, o sarà sempre così provvisorio il mio entusiasmo nello sperarti felice (si guarisce? Ditemi che può guarire, anche se per l’anima mutilata non ci sono protesi) -- e riesco a voler bene con una nuova libertà, adesso,

adesso che qualcuno io al lavoro ogni tanto ripenso alle cose di quando siamo insieme e devo trattenere i sorrisi altrimenti i colleghi mi prendono per matto, adesso che posso andare alle feste senza badare all’impressione che faccio, e posso anche rispondere male, chissà, sto diventando più stronza, forse solo più libera,

di essere, scegliere, rifiutare, senza correre per forza tutti i giri della giostra di possibilità perchénonsisamai, ne ho presa al volo una e adesso lasciatemi riposare, almeno per un po’, in questo angolino verde dove molte cose finalmente riescono a bastare, basta l’arietta di sera un film che fa ridere un racconto da leggere un’idea per la tesi o per il futuro,

futuro che potrei ribaltare inventare tentare senza deludermi se fosse diverso da quello per anni creduto scontato, ché i vecchi progetti, lo abbiamo visto, a farli fallire risorgono in meglio.

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  1. Alberto

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