La felicità

 

è un concerto dei Sigur Ros (a che serve drogarsi, quando si può chiudere gli occhi e sentir vibrare la pedana di legno e i bassi dentro le ossa e i flash oltre le palpebre e i coriandoli sparati sulla gente e l’alternarsi – così vero - di tromboni scanzonati, battimani follettosi e cosmica acutissima malinconia?)

un ritorno a Ponte Vecchio, molti anni (sì, sempre di quelli che si contano in sé stessi lasciati alle spalle) dopo quella fotografia

tre virgola tre chilometri di solitaria libertà

e un tè freddo in un bar vuoto lungo l’Arno - con Rino Gaetano a deridermi dall’altoparlante, per non farmi poetar troppo sul paesaggio.


(Sigur Ros, Fljotavìk)

(…Ma non vi viene da piangere? é.è)

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  1. giulio iovine

    da piangere non so, però il post la mi garba un monte. protesto per l’esclusione dell’innocente paesaggio! ;)