Dato che proprio mi chiedete un’opinione

mi sono informata. Ma sì, sul Papa, ecc ecc.

Non argomenterò nulla, perché il profluvio di parole sulla questione mi par già eccessivo. Cercate su internet; da qualche parte ci sarà anche la mia idea.
Piuttosto, lascio una sensazione.

Io sapevo che Dio – anzi, no, non sapevo nulla su Dio, però mi piaceva immaginarlo così – era sussurro e non grido, candela e non riflettore, omino seduto in un angolo e non folla manifestante, foglia caduta in un prato deserto e non marmo scolpito di chiesa maestosa.
Poi sapevo anche – questo lo sapevo già con più certezza – che tutti, proprio tutti un qualche giorno della loro vita, passeggiando in un silenzio sentono tremar l’aria di vetro e pregano che qualcuno lanci un ciottolo e l’infranga finalmente; o mettendo il piede per sbaglio dentro un tombino del cuore, con terrore ondeggiano sospesi sopra al vuoto che non sanno. Allora, se s’incontrasse qualcuno, si potrebbero bisbigliare illazioni, raccontarsi le storie e le mitologie, o solo accompagnarsi sulla strada, perché al prossimo tombino ci sia una mano tesa da afferrare. Credo che chiunque sarebbe contento di questo.
E se poi, continuando a passeggiare, quello vedesse sulla strada due crocchi con bandiere a urlarsi contro, riderebbe amaramente; deviando il percorso passerebbe lontano, in cerca d’un cantuccio abbastanza silenzioso per sentire ancora quell’aria scricchiolare.

{ Leave a Reply ? }

  1. mari

    oh!oh!oh! ciao bellez, non sono intenzionata a intervenire nella discussione, potrebbe trasparire la mia blasfemia (comunque hai una splendida vena poetica).. ti volevo invece chiedere dov’è finito il nostro futuro blog!? sai che mi perdo persino fra il 36 e il 38 in via zamb, quindi figuriamoci in un infinito blog..ti giuro, ho cercato ma proprio non trovo niente che gli assomigli lontanamente..marilena

  2. giulio

    cioè, la presunta pseudo-umiltà del cristiano sarebbe una scusa per far entrare il nemico del libero pensiero nel luogo del libero pensierio? la vena poetica è bella, tesoro, ma il poeta dice le cose, non le evita.

  3. Tartufone

    Dio è foglia caduta in un prato deserto scolpita nel marmo stilobate di una maestosa colonna presso l’altare della cattedrale fatiscente e colossale di un luogo perduto dalla memoria di tanti, di tutti, ma non di Dio.