E adesso buona vita anche a voi

Nella strada sotto casa festeggiano i clacson, quelli dell’itis fuggono gridando dall’ultimo giorno di scuola.
E per me è passato un anno.
Non me ne sono mai andata davvero, però, forse m’è mancata poco anche per quello – torno sempre lì, i prof li vedo, i compagni che contavano li sento ancora. O sarà che alzarsi tardi è più bello di ogni nostalgia, così come il non studiare più matematica, il non litigare per un’interrogazione programmata.
Però so ancora bene quella strana malinconia mista a sollievo, gli occhi lucidi guardandosi attorno nell’aula diventata improvvisamente ricordo. E oggi mi sento anch’io un po’ lì con loro.

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  1. utente anonimo

    Sogno quel giorno da troppo tempo e penso che quando finalmente arriverò all’ultimissimo giorno di scuola la felicità sarà tale non rendermi neanche conto di avercela fatta!Tra esattamente un anno oltre a correggere le ultime cose della tesina, a ripassare e rivedere un po’ di argomenti lasciati andare nel corso degli anni, starò impacchettando i miei stracci e chiudendo gli scatoloni. Non so se sarò ancora così gioiosa e postiva, magari la paura mi aggredirà codarda alle spalle, però avrò davvero CHIUSO definitivamente un capitolo orribile.

    Ciò che è certo è che l’ultimo giorno di scuola dell’anno prossimo non sarà certo un bel fine scuola per quei bastardi dell’attuale 3°I che dovranno subire la crudezza della mia vendetta maturata con il tempo……………………………….

    Vedicherò quell’uovo!

    Un bacio, Sofi

  2. valecapi

    Ila, io quel giorno ero in centro, c’ erano miriadi di studenti che si facevano i gavettoni…lascio alla tua immaginazione la mia possibile reazione!!To’…sentitito che rima!?!

  3. utente anonimo

    …è orribile non aver il coraggio di non voltarsi indietro…Ele