Però

Dicono che per scrivere poesie bisogna essere tristi
infatti questa non è una poesia
è solo un andare a capo senza regola
così
a
caso

Perché se per scrivere poesie bisogna essere tristi
stasera
non posso scriverne

L’altro giorno ho parlato di un palco
cui manca un’attrice, sparita fra le quinte
prima del tempo
- d’improvviso il regista
ha tagliato la parte
e i compagni rimasti
domandano
Perché?
(Ma il regista ordina e non spiega
Forse lo farà a sipario chiuso?)

Oggi ho visto un silenzio nero
raggomitolarsi fuggendo
da un’incomprensione disperata
E ho misurato la mia inutilità
inciampando nel vostro groviglio
di spiegazioni mancate
(Non posso
districarlo)

Quanto a me, m’ero convinta che non importasse
e che potessi lasciarlo confondere fra i conoscenti
Invece al rivederlo anche il mio cinismo ride
dei propri inutili buffi autoinganni
- ci restano addosso troppe parole
per essere due che si scorrono via –
(No certo, mi sbaglio
so che mancherà il tempo)

Però

- l’ho sentito subito, m’ha avvolto uscendo
dal portone di fuori
e ho respirato -

c’era proprio un bel vento, stasera. 

[Perché mai si è sempre tristi senza ragione, mentre per esser felici dovrebbe servire per forza qualche motivo?]

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  1. tartufone

    “Perché mai si è sempre tristi senza ragione, mentre per esser felici dovrebbe servire per forza qualche motivo?” Oh, ma ti giuro, TI GIURO che lo vado dicendo da mesi. E’ che la paura di ritornare tristi ti fa negare i momenti di felicità: durano così poco -pare- che tanto vale negligerli. Ma cazzo, se sono felice lo urlo e starnutisco sperando che sia un’epidemia… non hai sonno, eh…? Neanch’io.

  2. toppe

    Ahah… già… viva gli starnuti di felicità!

    (In realtà ho sonno, ma scrivere cose incomprensibili è una specie di droga ^^ finché mi restano parole lì in punta di dita… non dormo!)

  3. utente anonimo

    Sante parole mamma…sante parole…io amo andare a capo. =)

    bacini bacini

    pipi