Palloncini

Questo pomeriggio c’era un orribile cielo bianco uniforme, di quelli che coprono metà inverno bolognese. A un tratto ho visto come una macchia, piccolissima, in alto, volava sempre più su, sempre più piccola, è sparita.
Ho letto da qualche parte che i bambini si domandano dove vadano a finire i palloncini all’elio-o-quel-che-è, e s’immaginano magari lo spazio pieno di palloncini in orbita. Io ero abbastanza pragmatica per pensare che, prima o poi, scoppiassero e basta. Brutta roba avere questo senso della realtà – cominciai a intuire la non esistenza di babbo natale non grazie a qualche compagnetto stronzo, ma solo perché presto mi resi conto che una slitta non può volare.

Il mio problema coi palloncini era un altro: mi mettevano una tristezza profonda. Erano l’allegoria della morte, incutevano un timore cupo e solenne, pronti com’erano ad andarsene per sempre. Non volevo che mi comprassero una cosa che avrei dovuto uccidere con le mie mani. 
Io non avrei mai lasciato andare un palloncino. I palloncini all’elio non tornano più. Non ne sarebbe mai esistito uno esattamente uguale, uno con le mie impronte sopra. Le mie impronte sarebbero volate via con lui.

[Credo che i palloncini all'elio possano spiegare il novanta per cento dei problemi della mia vita]

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  1. valecapi

    Caspita, mi hai fatto riflettere sulla quantità di morte che distibuisco ai bambini di ogni età!!!Considerando che per ogni animazione che faccio

    vanno via almeno due pacchi di pallocini…da oggi troverò qlcs altro con cui distrarli….. uffffffffffii, ma coi pallocini era così facile, rimanevano come stregati,perchè mi devi far sempre pensare!!!!!

  2. utente anonimo

    ahahahahahahahahahahah mi fa tanto pensare al nostro spettacolo sta cosa…anch’io ho sempre avuto uno strano rapporto coi palloncini: mi piacevano un sacco, ma odiavo quando si sgonfiavano e avevo una paura folle che mi volassero via…

    però non hai detto una cosa: il palloncino quando esplode perde la sua forma, ma non la sua sostanza…cioé, quell’elio che c’era dentro torna all’atmosfera, no? E non è forse bello pensare a quanta libertà hanno ora queste molecole d’elio o idrogeno e che so io, che adesso possono spaziare liberamente, mentre prima erano impedite dalla forma stessa del palloncino…certo, non sono più un palloncino dopo, ma diventano qualcos’altro, no? In fondo che cos’è un palloncino? La parte di plastica o quella gassosa? O l’una e l’altra insieme? E quali di queste due parti è la più importante? Io direi la parte interna! In fondo un palloncino non gonfiato non può far niente, un po’ di elio invece è libero di vagare nel vento…

    So’ non pensavo si potessero tirar fuori tutte ste cose da un palloncino!

    Sorry, mi sono dilungata stavolta (sese, solo stavolta XD)

    Pantera Leale

  3. utente anonimo

    Beh… io da piccolo li portavo in casa e li lasciavo andare a fermarsi contro il soffitto.

    poi al massimo li sgonfiavo e li rigonfiavo a fiato così non volavano via.

    Sadico schiavista fin da piccolo.

    Eda

  4. utente anonimo

    bè,la disquizione dei palloncini,ho fato una ricerca,non è del tutto nuova.Persino un grande come Gregory Bateson ne parla in un libro.

    Eda

  5. utente anonimo

    legfgendo le tue parole capivo di pensare le tue stesse cose e ciò mi spaventava un tantino..poi ho letto i vari commenti e ho detto “polleg!” in fondo siamo tutti della stessa pasta..

    Ele