Tristezza

Non la puoi dire veramente a nessuno, perché si spaventerebbero, o li annoieresti.

Quando arriva hai fame ma non riesci cucinare, devi studiare ma non riesci a studiare,
allora ti butti sul letto e resti a sentirla, a crogiolartici dentro. Non è che puoi a fare molto altro.

Le immagini si mescolano, non capisci più se è la nostalgia, l’infanzia, o cosa. Un ricordo richiama l’altro, e non è nemmeno chiaro se sono loro a provocare la tristezza, o se è la tristezza a tirarli fuori, per cercarsi una giustificazione qualsiasi. Ti ci soffermi finché riesci a circondarti di ciò che non esiste più, ma sembra vivo, possibile, è lì con te e ti rassicura come un capriccio soddisfatto. Popoli l’immaginazione dei tuoi desideri e ti ci aggrappi, li stringi fino a crederci abbastanza da vederli, senti crescere quel sentimento artificiale e ti abbandoni, ti lasci invadere da una sterminata gioia, ti commuovi, piangi come fosse vero.

Dopo un po’ non funziona più, quasi che le immagini fossero consumate. Prendi uno dei soliti ricordi, cerchi di sentirlo, di goderne l’intensità drammatica, aspettando il nodo in gola. E invece arriva solo una stanchezza, non hai nemmeno voglia di pensarci, non riesci più a sentirli come prima.
Resta solo una specie di alone grigio attorno, e la sensazione di aver scorto, per un attimo, un cupo buco nero
di cui non vedi il fondo.

[Da lì, lentamente, si risale. Torna la voglia di fare qualche piccola cosa, si accende il pc, si apre uno spazio per qualche nuovo pensiero - sempre teso, sempre in lotta per non lasciarsi sopraffare]

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  1. Jeannette Hull

    non devi disperare. capita a tutti! capit anke a me: mi mancavano solo 3 esami e non mi andava di fare niente, mi sentivo stanca e demotivata, pensavo ke non avrei mai finito e naturalmente anke a me restavano gli esami pesanti. mi svejiavo senza vojia di studiare e perdevo tempo. anke io avevo intorno xsone ke si stavano laureando, cosa ke ovviamente mi faceva sentire in ritardo su tutto. persi qualke giorno in qto modo e non riuscivo a d uscirne. poi invece pian piano mi costrinsi a ricominciare a studiare… certo non subito con i ritmi ke avevo qdo ero in forma, lentamente all’inizio e in qto modo mi accorsi ke alla fine ce la potevo fare ke non è ke non mi piaceva quel ke facevo, ma ke forse in quel momento non mi sarebbe piaciuto concentrarmi su nulla. capii ke forse dovevo alternare anke momenti di studio cn qualkos’altro e andai in palestra la sera x rilassarmi 1p e non pensare. ma soprattutto capii ke la cosa ke mi stava uccidendo era l’ansia, l’ansia di fare e di non fare di xder tempo e non riuscire a non xderlo. e mi angosciavo non facevo nulla. solo smettendo di angosciarmi riuscii a recuperare ci ke volevo fare. xci non angosciarti; e se per ora non riesci a studiare, prenditi qualke giorno di relax, senza pensarci ,senza farti angosciare da ki ti dice ke ci sono tempi prestabiliti: l’unico tempo ke devi rispettare è il tuo, e quando vedi ke stai mejo, pian piano ricomincia, con tranquillità e calma. e sono sicura ke ce la farai e sarai anke fiera di aver suxato qto momento e lo sentirai lontano.sxo di essrti stata utile.in bocca al lupo.bacioni!