E qui finisce

il mio venticinquesimo anno.
Venticinque. Venticinque sono troppi, indiscutibilmente troppi. Quelli di 25 anni erano ormai grandi, sicuri di sé, facevano anche un po’ paura,
e comunque già lavoravano, o avevano un progetto nella vita, un moroso stabile o che ne so.

Mica come me. Io ho appena iniziato a vivere, sarà uno, due anni, toh. Mi sento ancora lontanissima dai grandi, continuano a farmi paura,

ma soprattutto,
ho bisogno ancora di tempo, tanto tempo, e venticinque significa che sono già passati, persi,
e per lo più buttati nel cesso, eppure sono tantissimi, se va bene ne vivrò altrettanti solo due volte, o poco più.

E poi: se divento grande, devo cambiare prospettiva. Già un po’ sento che sta succedendo.
Che altre cose iniziano a diventare importanti,
oltre alla solita corsa ad essere amati.

Tipo, il lavoro. Da un po’ lo cerco compulsivamente anche se non ne ho bisogno,
- servirebbe giusto per godermi la vita senza sensi di colpa –
e l’altro giorno, a tirocinio, c’è stato quel momento in cui mi sembrava finalmente di fare una cosa appassionante.

Per non parlare della casa, che tra un po’, temo, dovrò trovare
- e confesso che un po’ mi sogno ad arredarla.

Però ecco, venticinque sono proprio tanti,
sono tanti per strozzarsi con quel nodo in gola di fronte a ogni relitto dell’infanzia,
tanti per avere paura dei genitori e degli adulti,
e senz’altro troppi
per averli vissuti così poco.

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  1. Ashley

    Tra i corsi e i ricorsi del tempo torno a lasciare un pizzico di simpatia virtuale. Ho appena passato anch’io i 25. Ma il tempo è relativo, anche per me son troppi e allo stesso tempo troppo pochi, un nulla rispetto ai desideri che in questi anni si sono ingigantiti e un nulla rispetto agli obiettivi raggiunti che col tempo e le prospettive si rimpiccioliscono sempre di più. Detto questo, li ho vissuti a pieno anche se con gli occhi di oggi ripenso alla mia adolescenza con un sorriso di vergogna (ho detto adolescenza, ma potrei dire l’altro ieri). Non ci credo che hai appena iniziato a vivere, sono i tuoi occhi da grande che te lo fanno pensare. Comunque, chissà, esperienze a confronto.

  2. G.

    tanti no, considerevoli sì.
    Quelli di 25 anni ci sembravano così perchè eravamo molto lontani, come un qualcosa che da lontano sembra fighissimo ma in realtà è una cagata. Lavori e progetti ormai sono rari a 25 come a 35. Amori stabili? Ma anche no (nel senso, non tutti e non è cmq una cosa necessariamente positiva).

    Anche io ho iniziato a vivere verso i 23-24 anni.
    I grandi mi fanno paura perchè lo sono di nome e non di fatto. Se vuol dire essere maturi, lo sono da un po’ e anzi mi sto divertendo a tornare indietro. Se vuol dire avere una casa, mi manca poco e molti amici già ce l’hanno, non è così difficile.

    Io ne ho 30 di anni e non penso al x3 ma al x2: altri 30 da leone o quasi e poi stop, fine, tanto la pensione non l’avrò e non voglio fare il povero, malato e debole.
    Non temo i grandi nè i piccoli, temo solo la noia.