Per voi

"Faccio vacanze con San Giacomo praticamente da sempre, e ormai mi ritrovo nel gruppo organizzatore. Ci siamo visti una volta alla settimana, da Maggio, per preparare le serate di questa vacanza. Non è facile portare avanti questo impegno: lavoro otto-nove ore al giorno, e ho dei figli; quando torno a casa spesso non ho voglia di andare agli incontri… ma so che è importante per me e per tutti, e che dopo sarò contenta.

Immaginate le difficoltà di organizzare una vacanza per famiglie con bambini! Abbiamo molti bisogni: le stanze fatte in un certo modo, il bagno in camera… ci muoviamo già a dicembre per andare a vedere i posti adatti. Senza contare, poi, i tanti desideri e necessità diverse da conciliare: c’è il quarantenne da solo che vorrebbe far camminate in montagna di cinquanta chilometri, e la mamma con tre figli in braccio che stramazzerebbe dopo un minuto!
E’ difficile, ma è uno sforzo che val la pena fare. Le mediazioni alla fine si trovano, ed è bello tentare di venirsi incontro… perché l’unica cosa che conta davvero è stare insieme e creare dei rapporti".

[Avrei voluto ci fosse qualcuno, all'incontro di Imola, ieri sera. Anzi, avrei voluto ci fossero tutti i miei compagni, ad ascoltare quella signora che è riuscita ad esprimere così bene il mio pensiero. Poi forse non l'avreste condiviso, ma, almeno, l'avreste capito fino in fondo] 

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  1. valecapi

    sono tornata tra i bloggers….

    ciao ciao e buone vacanze

  2. utente anonimo

    non credo che sfottere pubblicamente e persone che persone che per cinque anni ti sono state vicine, nel bene e nel male sia una cosa costruttiva. grazie tante. Barbara G.

  3. utente anonimo

    Ilaria, non siamo solo noi a doverti capire fino in fondo. Non penso che tu ci abbia provato veramente con noi. Cinque anni di tempo passato insieme non si possono rinnegare così. Grazie. Fra

  4. utente anonimo

    il giorno ke abbiamo parlato in classe nn è stato facile,credo che tu abbia pensato che quelli fossero solo pensieri miei avuti in un momento.invece t posso assicurare che c abbiamo pensato a lungo e non puoi dire credo che in questi anni non abbiamo cercato almeno un po’ d superare con te un po’ d barriere architettoniche…in questa vacanza il problema era quello che volevamo fare,siamo state in discoteca ogni sera e d giorno o dormivamo o poco altro.so che può essere egoista ma questa era il tipo d vacanza che volevamo fare,so che da quel giorno in cui abb parl è cambiato molto e nn pensavo che m avresti piu parl e m dispiace,dovrò ancora crescere per molte cose ma penso che anche tu non t sia comportata al meglio stavolta……comunque se t va d riparlarne e d ascoltarmi senza pensare d aver gia capito tutto il mio pensiero m farà piacere,ciao,lolli

  5. toppe

    Cari tutti,

    dai vostri commenti viene fuori una critica in particolare: dite che non vi ho capiti, ed è sicuramente vero. Mi dispiace che sia così. Penso che nemmeno lo spirito del mio post sia stato capito, e mi dispiace anche questo. Così, mi vien da riflettere sul perché fatichiamo tanto a capirci.

    Forse è perché comunichiamo poco e male; e quando non si parla si attaccano ai silenzi i significati che ci suggerisce la nostra paura. Io ho paura di tante cose: di sbagliare, di disturbare, di non essere abbastanza importante. A volte diminuisce, ma questa paura ce l’avrò sempre.

    Anche voi avete paura. Per tanto tempo avete avuto paura di parlare con me chiaramente di questa questione; ce l’ha fatta solo la sbabuz e non finirò mai di ringraziarla per questo. Sarebbe stato bello farlo prima e farlo tutte.

    Perché vedi, Lolli, tu ora mi assicuri che “ci avete pensato a lungo”, e io grazie alla sbabuz so che ne avete parlato tanto. Ma, quando io e te ne parlammo in classe, non lo sapevo ancora: perché ne avete parlato sempre fra voi, non con me. Così, ho fatto presto ad attaccare la mia paura alle tue parole incerte e poco chiare; e ho pensato di non essere abbastanza importante.

    A te vorrei dire un’ultima cosa: hai avuto la sfiga di portar tu le cattive notizie. La mia parte razionale sapeva che non dovevo avercela con te, almeno non più che con gli altri. Il fatto è che non ho soltanto una parte razionale. Ti chiedo scusa per quando ti ho reso un po’ capro espiatorio; a un certo punto mi sembra di essermene resa conto e di aver cambiato rotta – spero non troppo tardi.

    Babuz, con questo post non volevo sfottere nessuno, e ti invito a indicarmi con quali parole l’avrei fatto; così come, Fra, vorrei mi spiegassi dove rinnego questi cinque anni – tanto più che con te di queste cose non s’è mai parlato, ne avevamo paura entrambe, immagino.

    Nelle ultime due righe del post ho cercato di spiegare come mai l’ho scritto; ma, se la chiarezza di un messaggio si misura da come questo viene compreso, devo esser stata proprio una frana.

    Speravo e volevo fortemente condividere con voi un certo spirito, un modo di vedere le cose che quella sera a Imola hanno spiegato così bene, e che, è vero, a volte fatico a trovare in noi. Sarei ipocrita se vi dicessi che non ho pensato alla vostra grecia: certo, ci ho pensato, e continuo a percepire una discordanza tra le nostre priorità. Ma non intendevo riferirmi soltanto a me. Non ho detto “avrei voluto ci fossero quelle quattro mie compagne”, ma “tutti”.

    Perché, in generale, trovo che il nostro gruppo avrebbe bisogno di riflettere su cosa conta davvero, tutte le volte che si litiga per una pizza alle melanzane (*metafora*: non me ne frega niente delle pizze. Parlo di quando ci si rode il fegato rendendo una cosa più importante di una persona; ciascuno sostituisca alla pizza la situazione che più gli aggrada).

    “Poi forse non l’avreste condiviso, ma, almeno, l’avreste capito fino in fondo” significava: forse continueremo ad avere priorità diverse (ed è sempre difficilissimo capire le cose importanti per gli altri); almeno, però, capirete che se ci sono rimasta male è perché credo tanto in quelle priorità, le sento mie; per questo mi è stato così difficile accettare che le vostre sono diverse.

    Dato che ci siamo, chiarirei un’altra cosa. Per me non è tutto così bianco e nero come sembra. Ele, quella volta ti chiesi se anche tu la pensavi come loro perché davvero mi interessava saper che ne pensavi. Capire se per caso non avessero ragione, se davvero non avrei mai potuto fare una vacanza così. Sono sempre combattuta.

    C’è una parte di me che capisce il problema della discoteca, del casino, della folla. Un’altra che legge da tutte le parti commenti entusiasti per la vacanza di maturità, che sente dire “dev’esser la più bella estate di sempre”, che vede gli altri andar via con gli amici più importanti di una vita e pensa: io non lo farò. Mi mancherà quest’esperienza.

    E allora vaglielo a spiegare, a questa parte di me, che ci sono dei problemi pratici. Non riesco a convincerla neanch’io che ce l’ho dentro, figuriamoci voi. Avete un compito ben arduo.

    Non so se finalmente siamo riusciti a capirci, o ancora c’è qualcosa ch’è rimasto incastrato fra le righe. Nel caso, sapete dove trovarmi. Sperando che nessuno di noi abbia troppa paura.

  6. utente anonimo

    premessa:non rientro assolutamente nei ranghi della questione.io in grecia non ci andrò e di conseguenza non dovrebbe fregarmene proprio niente. ma elargire giudizi e commenti piace sempre. e allora perchè no? io penso che è semplice rendere le proprie sfortune le colpe degli altri. non so se mi spiego…insomma, non è colpa di nessuno se un viaggio in grecia con te è infattibile, a volte bisogna piegarsi all’evidenza delle cose finendola di inseguire sogni impossibili. sarà per un’altra volta…in un altro posto, in un’altra città. è difficile capire le esigenze di tutti ogni volta. lo ha detto anche la ragazza che ha fatto il discorso che tu tanto veneri. bisogna fare delle scelte che molto spesso sono dettate dal buonsenso piuttosto che dalla pigrizia di sbattersi per qualcosa.

    scusate l’intromissione.

    Bonaz

  7. utente anonimo

    ho letto solo adesso.sul fatto della paura hai ragione,sicuramente.x quanto riguarda la sbabuz credo che a volte lei vada oltre il cercare di capirti,credo che a volte t dia un po’ troppe volte ragione.ma sono dell’ idea che tutti sbagliamo e d conseguenza anke tu e io.certo la barb dopo te ne avrà parlato ma quando c ho provato io non m sono sentita ascoltata questo è sicuro.e x quanto riguarda le priorità bisognerebbe ascolt quelle d tutti ,le tue ma anche le nostre,e se cè una cosa x cui penso d aver sbagliato è d aver pensato a te in modo diverso ke ad altri nel senso,xkè non abbiamo pens così tanto a come portare con noi la marghe?o la vale o l ele?non xkè non ce ne frega niente d loro ma xchè c sentivamo d doverci pensare a ogni costo a come far ven te anke se credo ke d noi 4 con la giulia e la fra c parli davv poco..cmq so d aver ancora tanto da imparare e m disp ke le persone accanto a me debbano farne le spese.c sentiamo presto spero ,lolli

  8. Ciciorix

    Un po’ come Silvio scendo in campo anche io…

    Allora, per prima cosa tengo a precisare che l’unica cosa che Ilaria non può raggiungere è una scala sprovvista di elevatore elettrico…Anzi, sale pure le scale, e cmq tutto ciò non è né stupefacente né incredibile…E’ assolutamente normale…Io lo posso dire con assoluta certezza

    Detto ciò…La situazione in esame dista da me circa 500 kilometrini buoni, e sebbene Ila mi abbia raccontato molto in modo del tutto obiettivo, e sebbene abbia accesso al blog e ai relativi commenti, non posso elargire giudizi o esprimere pareri con la libertà che questi esigono…Tuttavia, Io penso che ognuna delle persone che commenta il blog sappia decidere per se stesso o per se stessa cosa gli piace e cosa non gli piace: se preferisce il pianobar alla discoteca; se preferisce il mc alla pizza; se preferisce il cinema al teatro…Perchè dunque qualcuno qui non dovrebbe saper decidere se gli piace o meno una vacanza tutta discoteche in grecia con i suoi amici? E perchè non chiederglielo?

    Ecco mi fermo qui, non dico altro…

    από μηχανής θεός

  9. toppe

    Lollina, grazie della sincerità. Mi piacerebbe che un giorno ci vedessimo per dirci quel che pensiamo con questa stessa schiettezza.

    Sai, avevo cominciato a descrivere come andò quella volta che parlammo, perché mi sembrava di averti ascoltato, ma in effetti conta poco. Entrambe ci terremo le sensazioni che abbiamo avuto, tu del poco ascolto e io del palo nei denti. Non si andrebbe molto avanti. Invece, ci tengo a chiarire un’altra cosa.

    Non so perché gli altri non potessero aggregarsi. Qualcuno forse aveva altri programmi; qualcuno doveva lavorare. In ogni modo hanno scelto di preferire altre cose alla vacanza con voi. O voi siete andati da loro a dire che si sarebbero annoiati?

    Io avevo scelto di preferire voi, perch̩ ci tenevo. Lolli, lo so bene che mi sarei rotta le balle per molto tempo. Come mi annoio a tutte le feste Рnon solo vostre Рsemplicemente perch̩ non sono il tipo per queste cose.

    Però continuo a venire, e ad esserci sempre. Ti sei mai chiesta perché non ho mai rifiutato un invito salvo cause di forza maggiore?

    Perché voi siete la mia priorità. Vedi che strano modo di pensare che ho: quando voglio bene a qualcuno non me ne frega niente di dove si va o di cosa si farà. Mi basta essere lì per raccogliere e per dare anche soltanto una parola, due chiacchiere, una pacca sulla spalla; è condividendo queste piccole cose che si costruiscono i rapporti.

    Ho cominciato a conoscere la sbabuz perché, quando s’imbrescava a qualche festa e le arrivava la fase in vino veritas, mi mettevo ad ascoltarla. Ogni tanto penso che, se allora fossi rimasta a casa pensando che tanto le feste non fanno per me, non l’avrei mai conosciuta. Ora non rimpiango nulla. La sbabuz vale bene ore e ore di noia.

    Così le vali tu, e tutti gli altri.

    Con questo esempio speravo di comunicarti fino in fondo il mio modo di vedere le cose, e quindi il perché fatico tanto a capire il vostro, che sento così distante da me. Vedi, per voi mi sarei sciroppata volentieri una vacanza pallosa; per me si poteva andare anche a casalecchio. Conta il chi, non il dove o il cosa.

    Ma per voi sono importanti anche altre cose, e so che dovrei accettarlo lo stesso. Sto cercando di sforzarmi, è difficile vedere con gli occhi di un altro…

    Comunque: sono stata ingenua a scrivere quel post senza prevedere questa reazione; una reazione che ho provocato, ma che non cercavo. Forse è stato un bene ugualmente, per chiarirsi un po’ – altrimenti si fa finta che tutto vada bene e resta sempre qualcosa di irrisolto che rode, in fondo.

    Abbiamo priorità e modi di pensare diversi; forse su questo non riusciremo ad essere d’accordo, almeno non ora. Resta il fatto che, per me, continua a contare il chi, cioè voi. Ci sono rimasta male proprio perché ci tengo a voi, e questa cosa non è cambiata.

    Propongo di ammazzare reciprocamente un vitello grasso, sostituibile con un gelato o bagordi affini. E poi ti devo raccontare del campo!

  10. utente anonimo

    Valanga di idee in testa, dopo aver letto tutti i commenti… Come metterle per scritto, non lo so.

    Sono dell’amaro parere che una cosa è l’amicizia, altra il “compagnerismo”; la prima è una cosa “seria”, la seconda è una cosa carina e piacevole, ma di poco spessore. L’amicizia ha una priorità assoluta: l’amico, per il quale non ci si pensa su due secondi se c’è bisogno di dargli un rene, tre litri di sangue, un pezzo di fegato o un cambio di dimensione di vacanza.

    Il compagnerismo, invece, ha come priorità lo “stiamo bene finché si può”: risate, festicciole, bigliettini passati in classe, paure e tempo condivisi, foto di gruppo che tra anni e anni ci ritrarranno ancora insieme. Ma poi basta.

    Ora… Come Ciciorix commentava giustamente, nulla ferma Ilaria, che è capace di fare cose che neanche nei film, pur di raggiungere l’obiettivo prefissato. Cose viste con i miei occhi. E’ capace di farlo quando vuole bene. E’ capace di affrontare difficoltà grosse come grattacieli: famiglia, distanze… ed eventuali silenzi imbarazzanti. Ma la sua capacità di affrontare tutto questo crea momenti che si stampano nella memoria del cuore (inverno, un parco, una sciarpa prestata, tre deficienti diversi come una ghianda, un fico e una pera seduti su una panchina…).

    Sarebbe stata capacissima di una vacanza in Grecia tutta discoteca, notti insonni e giorni a dormire. La difficoltà non sarebbe stata sua.

    Non mi sembra, poi, che abbia sfottuto né accusato nessuno, anzi. Ha solo espresso il dolore che chiunque avrebbe espresso al posto suo. Mi sono sentita così anch’io, più di una volta; l’essere tagliati fuori per un motivo o per un altro, perché così le cose si fanno più facili, non è mai bello. Ed è peggio quando poi chi ha tagliato fuori si arrampica su specchi improbabili e cerca scuse dall’aspetto buono e santo. Nella vita è anche bello saper dire: “sono un po’ egoista. Ho sbagliato. Scusa”. Sono stata esclusa e ho escluso a mia volta e in ambo i casi, un’ammissione “di colpevolezza” è stata la sola e unica soluzione. Bastano anche un bacio o un “ti voglio bene” sincero.

    M.

  11. utente anonimo

    Scusa il ritardo della risposta…Ila, hai capito perfettamente che in alcuni casi non riuscire a capirsi era un discorso dettato soprattutto dalla paura di parlare, e di questo mi dispiace perchè mi fa sentire parecchio vigliacca. Anche il fatto di continuare a rispondere sul blog e non chiamarti è segno di vigliaccheria, se vuoi, ma piuttosto che sforzarmi ti rispondo nel modo che sento più congeniale. Penso di capire perfettamente il tuo punto di vista. Rimanere fuori da qualcosa, da qualunque cosa, mi farebbe sicuramente stare malissimo. Quello che vorrei che tu capissi è che noi non abbiamo deciso per te. Per una volta, abbiamo pensato di non chiamarti in un’occasione in cui (come tu stessa hai ammesso) ti saresti annoiata a morte. Lo so che comunque stare insieme è quello che conta: appunto per questo, visto che per stare insieme di occasioni ce ne sono state e ce ne saranno milioni e milioni di altre, pensavamo (uso il noi sperando di parlare correttamente per tutte e 4) di poter fare una vacanzina ina ina solo noi, senza tutto il resto della classe (perchè, oltre a te, ricorda che sono “rimaste fuori” altre 12 persone).

    Spero di essermi chiarita un po’ meglio, scusami se nel primo commento ero stata troppo tagliente o acida.

    Ora però vorrei rivolgermi a Ciciorix e a M. Con tutto il rispetto: non pensate di esservi presi un po’ troppe libertà giudicando le nostre azioni, vedendoci come degli orchi che decidono per altri o come dei “compagneristi”?

    M. puoi dire quello che vuoi, però, cazzo, a me dell’Ila importa, e non puoi dire che la nostra non è amicizia ma “compagnerismo”. E Ciciorix, non ho idea di chi tu sia, non penso che l’ilaria abbia bisogno dell’avvocato difensore. Lo so anch’io che è una persona stupefacente e incredibile: altrimenti, non sarei qui a sbattermi e a scrivere un commento così lungo per spiegare le mie idee.

  12. utente anonimo

    “pensavamo (uso il noi sperando di parlare correttamente per tutte e 4) di poter fare una vacanzina ina ina SOLO NOI, senza tutto il resto della classe (perchè, oltre a te, ricorda che sono “rimaste fuori” altre 12 persone).”

    +

    “puoi dire quello che vuoi, però, cazzo, a me dell’Ila importa, e non puoi dire che la nostra non è amicizia ma “compagnerismo”

    M.

  13. Ciciorix

    A ri-scendo in campo come Silvio

    Io non ho giudicato e non giudico nessuno, e men che meno mi arrogo il diritto di stabilire se te o chiunque altro volete bene o meno ad Ila, se così è sembrato me ne scuso, ho solo riportato dei fatti…So benissimo che Ila non ha bisogno d’avvocati, e io non ho né voglia né il carisma per difenderla, però avevo voglia di dire quello che pensavo perchè m’importava di dirlo e finchè avrò la libertà di farlo nel rispetto per gli altri lo farò…Rileggetevi il mio commento, più diplomatico di così c’è solo l’ipocrisia…

    από μηχανής θεός

  14. utente anonimo

    ciao ila son finalm riusc a entrare..il tuo post sta diventando un bel luogo d incontro d opinioni non c’è ke dire……devo dire ke ho apprezzato il commento d ciciorix,un po’ meno quello d M…un po’ azzardato senza conoscerci nemmeno…..credo…..cmq,sn abb contenta d questo scambio d opinioni,se non altro c teniamo un po’ tutti a spiegarci.spero solo ke non sia accaduto nulla d irreparabile…..m scoccia ammetterlo ma sn novellina della situaz…..(forse doveva succedere x spingermi a usare il computer kissà………)a parte gli skerzi c ved stasera a dopo!lolli

  15. utente anonimo

    Parla colei che sa la storia dall’inizio, che parla con entrambi le parti, che adora entrambe le parti, che non ha in mano la verità, che non vuole cercare di capire chi sta nel torto e nel giusto (avrò tutta la vita per farlo) ma vuole semplicemente far riflettere le suddette e che, nonostante tutta questa elencazione, non difende a spada tratta l’ila facendo sentire delle povere stronze le altre mie amiche..

    M, M, M ma che mi combini?!? Bisogna stare attenti a giudicare delle situazioni sapendo nulla!Fai sempre delle uscite cosi belle, intelligenti, ammirevoli che ora quasi non ti riconosco…E!

  16. utente anonimo

    beh…. proprio nulla non direi.

    E ammetto che ho sparato per uccidere, per cui, sebbene l’obiettivo non fosse nobile, è stato raggiunto. Non era comunque uccidere nel senso di “far sentire povere stronze” quelle della controparte. Ogni persona è un mondo, è vero, però, disgraziatamente, ci sono situazioni che si ripetono di generazione in generazione. Da una parte, magari, ci può essere un quintalino o due di troppo di “tenacia”, ma dall’altra ci sono cose che… Delle cose di cui non ho esperienza non posso parlare; non so come sta chi si è rotto un braccio, perché non me lo sono mai rotto; non so come si sta quando ci si sposa, perché non mi sono mai sposata; né so che sapore abbia un’ostrica, perché il pensiero di una cosa viscida che va giù mi fa schifo e non ne ho mai assaggiate.

    Però so che cosa significa essere preferiti ad altro/altri (capita a tutti, suppongo, prima o poi) e avere chiaro concetto delle motivazioni; so anche che cosa significa scegliere la strada più facile. Un po’ come quando si è troppo stanchi per scrivere a qualcuno che aspetta una nostra e-mail e si lascia a dopo dopo domani; o quando si sa che a tizio, a cui pure si vuole bene, farebbe un mare di piacere una telefonata e un invito a uscire… ma tutto sommato si ha anche voglia di camminare da soli per un po’, perché no… o di farlo solo con caio, perché tizio di negozi non si interessa a siamo in vena di spese, invece…

    Posso capire, credo, a distanza, un pochino, senza eccessive pretese, ma con la certezza di azzeccare qualcosa, esigenze di una parte e dell’altra. I fatti rimangono quelli.

    L’esperienza di un po’ di anni di insegnamento dice che il post maturità regala di questi momenti e che non tutti i mali vengono per nuocere. Anzi… i mali, tutto sommato, non vengono mai per nuocere. Cordiali saluti a Colei che sa la storia fin dall’inizio e che ha la fortuna di dialogare con ambo le parti; le invidio la diplomazia, che a me, ahimé, manca. Sono un velociraptor. Buone ferie!

  17. utente anonimo

    M, per favore, piantala di giudicarci. Che ne sai tu se la strada che abbiamo scelto è la più facile? Sarebbe stato più semplice prendere l’ila con noi e, una volta là, fregarsene completamente. Non è proprio possibile fare una vacanza senza chiamare TUTTI? Cos’è, tu quando esci chiami TUTTI i tuoi amici? Questi discorsi, lasciamelo dire, sono proprio quelli che tu chiameresti “compagneristi”, cara mia. F.

  18. utente anonimo

    Fa’ tu. Non ho motivi per continuare a contrastare in eterno. I come, i quanto, i perché dei rapporti uno li scopre un po’ alla volta, strada facendo. Baglioni cantava, secoli fa, di “cassetti pieni di ricordi e di indirizzi che ho perduto”. Lo spessore degli atti e dei rapporti lo mettono in luce il tempo e la stratificazione delle esperienze. Certe cose che mi diceva mia madre in illo tempore mi sembravano fregnacce e le accontanavo, salvo poi scoprire sulla mia pelle che erano vere. Ma dice il proverbio: “se gioventù sapesse, se vecchiaia potesse”. Ora che mi trovo a metà strada tra la gioventù che non sa e la vecchiaia che vorrebbe sapere, cominciano ad accendersi un po’ di luci.

    Scusa se ti/vi ho offeso, sono vuscerale nei miei esternamenti. So che non sempre tutti si può fare tutto con tutti e che ci sono rapporti che a parità di intensità stanno in scomparti diversi, per cui ci sono amiche con cui andare a zompare in discoteca in Grecia e altre che non ci sembra sarebbe il caso di portarle. Però… c’è sempre un però. Buona fine estate. M.

  19. utente anonimo

    io direi d concludere qui…..lolli,il resto a voce.grazie a tutti