Da accettare

Non so perché, ma i 24 anni sono i primi che mi sembrano davvero troppi. Avrei voluto avere più tempo, prima che arrivassero.

Prima che arrivasse il momento di rassegnarsi. Di essere in pari con gli esami, annusare il lavoro col tirocinio, annoiarsi alle feste, ostentare cortesia coi vecchi amici, uscire a coppie, amare per abitudine.

Almeno ho chiuso in bellezza. Un paio d’anni in crescendo e fuochi d’artificio finali, tanto per assaggiare anche le emozioni forti, in modo da poterle riconoscere, quando ne parlano gli altri.
Poi la normalità, coi suoi compromessi, la routine, le lenti grigie sull’autunno. E una felicità da accettare.

{ Leave a Reply ? }

  1. Nonno

    cara nipota, che strano posto scuro scuro che è questo. Io sono su paolo-ilvecchio.blogspot.com e anche ma meno su paoloilvecchio.altervista .com oppure a paolopa56@hotmail.com.

    Bada che 24 anni sono pochi pochi, adorabile giovane forte e beccacciuta passerotta. E il senso è diffondere piccoli segni come sorrisi o osservazioni o aiutini alle creature spaventate o tristi o disperate. A fine giornata il conto è presto fatto: poco male, un pò di bene. Bada, non c’è altro, tutto qui.
    ( mi viene in mente una storiella zen: il monaco Po Tzu chiede al maestro Chiang Tzu di fargli conoscere subito subito l’Illuminazione. Chiang lo chiama la sera sul suo prato e lo fa sdraiare sull’erba accanto a lui.
    Chang tace per un po’, poi dice a PoTzu: “lo senti il cane abbaiare?” Sì, risponde Po. “E la vedi la luna?” Sì, fa Po Tzu.
    “Beh, non c’è molto altro”, concluse Chang Tzu….
    Riguardati stellina.