“Continuo a dirmi

che è meglio così, eppure lo vivo come una specie di lutto.
Bisognerebbe avere una finestra sul futuro, da poter aprire almeno due o tre volte nella vita, nel momento di scegliere una strada. Uno si affaccia, vede come andrebbe a finire la storia, e poi decide.

Così, invece, mi rimane, – rimarrà sempre? – a tarlarmi la testa, il dubbio di come sarebbe stato.”

17 agosto 2010,
lasciando una Facoltà.

Quel dubbio, grazie al cielo, no, non è rimasto per sempre. Una scommessa l’ho azzeccata.
E la prossima?