Monthly Archives: gennaio 2006

Stupide cose

Lo ammetto, ho guardato ancora in fondo alla stradina, pensando beh, magari le portano i saluti e lei capisce dove trovarmi – lo sa, lei, dove trovarmi – e arriva.
Ma no, ora che ci penso; lei non farebbe queste stupide e poetiche cose, non lo farebbe così, soltanto per una vecchia amicizia andata a male.

Forse ero io

Mi sono infilata nel buio invernale, stasera. Dovevo sbrigare un paio di commissioni per conto della mia libertà.
Freddo in faccia, luci accese, gente in giro, cappotti. Negozi e sanpietrini.
Sono entrata in chiesa; silenzio in penombra. Un Dio inchiodato in fondo – o un’illusione inchiodata in fondo (eppure le mura e le panche vuote grondavano di Dio, come oltre quella porticina nella nebbia di Buzzati).

Le commissioni le ho sbrigate. Chissà se riuscirò davvero a dare un senso ai miei diciott’anni.
(Avevo qualcosa, nelle mani, dentro i guanti. Qualcosa che mi appartiene. Forse ero io.)

[C’è un posto dove non capitavo da molto tempo. Quando ci passavo davanti, da piccola, mi pareva una salita enorme, altissima, insormontabile. Quel che c’era dietro era sempre rimasto un po’ misterioso.
Una, due, tre, quattro bracciate, ed ero su.
Tiè.
]

Rischiate il pensiero

Pensate sbagliato, rimangiatevi l’opinione, cambiate idea, smontatevi e ricomponetevi, ma pensate. Chiedetevi il perché di ciò che accade e di ciò che fate, chiedetevelo anche se non trovate risposta: avrete con voi il dubbio e sarà già abbastanza.
Agite per una ragione: qualunque ragione, della testa o dell’istinto, meditate a lungo o decidete in fretta, usate il buon senso o l’empatia, la sensibilità o l’intuizione; ma siate consapevoli di ciò che volete.
Scegliete da voi: rompete il pilota automatico e bucate la superficialità, afferrate saldamente il vostro timone e decidete la rotta; non siate sonnambule zattere nella corrente.
Ascoltatevi. Dialogate con voi stessi, date la parola a tutte le voci, considerate attentamente le possibilità.
Rischiate il pensiero. Anche quando è scomodo, nebuloso, incerto o strano; anche se poi cambia in tre giorni e vi frega, anche se vi mette in gioco dalle fondamenta, vi scombina le certezze, vi presenta il conto.
Ma non diventate mai squallidi esecutori, anonimi ingranaggi, docili sudditi.
Chiunque sia il vostro tiranno: che stia fuori di voi, o dentro.

[Cose che si pensano dopo aver letto la Arendt]